AD ERICE SI BOICOTTA L’ANAGRAFE DEGLI ELETTI

Anagrafe degli elettiERICE (TRAPANI) – Era il 26 marzo 2009 quando il Consiglio comunale di Erice, facendo propria una proposta presentata dall’Amministrazione Tranchida, approvava la delibera n. 48 sulla cosiddetta “Anagrafe degli eletti” (QUI SCARICHI LA DELIBERA). Il testo della delibera prevedeva che la stessa entrasse in vigore entro un mese. A distanza di tre anni esatti, occorre prendere atto che l’Amministrazione Tranchida ha preso in giro i consiglieri comunali e, soprattutto, i cittadini.

Anagrafe degli eletti ad EriceL’applicazione pratica, infatti, della deliberazione è stata stravolta, distorta, addomesticata. E’ quindi, sul sito del Comune di Erice è avvenuta la semplice pubblicazione dei “dati anagrafici” dei singoli consiglieri comunali, piuttosto che il piu’ complesso insieme dei dati sull’attività politica dei sindaco, della giunta e dei consiglieri comunali. Probabilmente qualcuno ha “giocato”, probabilmente qualcuno aveva qualcosa da nascondere, probabilmente per qualcuno la “trasparenza” amministrativa non deve essere di casa ad Erice.

«La richiesta di Amministratori puliti e trasparenti, oltre che capaci e impegnati, pertanto, non solo diventa debito etico e coerente impegno politico, ma di fatto rappresenta un obbligo», ha affermato, solo pochi giorni fa, il sindaco di Erice in un comunicato stampa. Peccato che dai comunicati stampa non si passi alla pratica.

Anagrafe degli eletti, secondo i RadicaliCos’è la “Anagrafe degli eletti”? Rappresenta una delle piu’ importati battaglie dei Radicali. E’ stata proposta a tutti i Comuni italiani, ed Erice è – sulla carta – uno di quelli che l’ha adottata.

Cosa dovrebbe contenere questa “raccolta pubblica di dati”? «La nostra proposta – scrivono i Radicali sul loro sito nazionale – si basa innanzitutto sul principio della trasparenza; motivo per cui chiediamo che di ciascuna istituzione vengano messi in rete: … composizione dell’istituzione; presenze e comportamento di voto degli eletti; atti presentati in tutte le articolazioni dell’istituzione, iter e conclusione; … dichiarazione dei redditi e degli interessi finanziari relativi all’anno precedente l’elezione, degli anni in cui ricopre l’incarico …».

A che serve la “Anagrafe degli eletti”? «In tempi in cui anche le richieste più giuste di moralizzazione sono piegate al vento di una ondata demagogica che trova nel “vaffa” la sua più significativa espressione e che si traduce ancora una volta in un pericoloso e generale antiparlamentarismo – spiegano sempre i Radicali -, non possiamo abbandonare il campo lasciando che sia l’antipolitica – e solo l’antipolitica – il grillismo, il dipietrismo, ad “occuparsene” e, come si suol dire, fare di tutta l’erba un fascio».

«Occorre dare ad ognuno – proseguono – la possibilità di conoscere l’operato di tutti coloro che esercitano un’attività pubblica. Quante volte sono presenti e assenti. Come e se lavorano. Con quali metodi o espedienti. Se sono assenteisti o quante volte e come votano, in plenaria o nelle commissioni. Quante e quali “missioni”, fraudolentemente o no, si attribuiscono. Consentire la pubblicità delle discussioni affinché il cittadino abbia gli strumenti per una partecipazione attiva alla vita politica e democratica del Paese».

Il sindaco Giacomo Tranchida sostenne, in un’intervista proprio a Radio Radicale, il 22 settembre 2008 (QUI ASCOLTI L’AUDIO) che «Nella Giunta l’iniziativa è stata ben vista, anzi ha provocato entusiasmo (addirittura! NdR). Poi è ovvio che ci vuole anche una sensibilità politica ed un approccio culturale per immedesimarsi lungo questo percorso che i Radicali hanno percorso. Credo che darà l’opportunità ai cittadini di capire, di comprendere, ed anche di valutare nel merito se i propri eletti stanno fino in fondo facendo il loro dovere oppure se sono lì, come dire, ad occupare delle poltrone per un tornaconto di ordine personale e talvolta di ordine economico».

Resta il fatto che, dopo tre anni dall’approvazione – dei dati di cui allo specchio indicato e che sono previsti dal testo della delibera consiliare, non è dato da sapere nulla. Se la colpa sia del sindaco, del dirigente comunale, o del “paippo”, non è dato sapersi; certo è che a capo dell’Amministrazione inadempiente c’è Giacomo Tranchida. E come si sul dire “U pisci fete siempre ra testa”!

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