Il sindaco “Occhi Janchi” e la sua cricca di “anime nere”/1 : gli ‘mbriachi

giovane 'mbriaco

«Sbrighiamoci a brindare con la sciampagna e assittatevi, ché la cosa che sto per dirvi è di grande importanza». «Signori miei, con quei soldi voglio aprire un ristorante» disse. «Non vi pare una pensata bellissima?».

Non lo pensavano, per niente! La perplessità l’avevano scritta in faccia a lettere maiuscole.

Lamurusanza-tea-rannoLucietta lì guardò uno per uno: «E che dissi?» mormorò esagerando un tono di spavento. «Manco vi avessi parlato di aprire un cinema o un teatro».

Non risero di quella che, al maresciallo o a un qualunque altro forestiero, sarebbe potuta sembrare una battuta ed invece era la verità: niente cinema, niente teatro, nessuna libreria, niente di attinente alla cultura c’era in quel paese.

Ché Sua Eccellenza [il sindaco “Occhi Janchi”, NdR] stava ben attento a stroncare sul nascere ogni iniziativa del genere, in quanto lui, uomo conscio dell’animo umano e saputo di ciò che può l’animo umano istruito non ne voleva di persone istruite in quel paese, ché chi legge impara, e chi impara sa, e chi sa si oppone, e chi si oppone ti rovina tutto il lavoro che fai. E allora niente cinema, niente teatro, niente librerie.

Bar e caffè a volontà. Vi volete ‘mbriacare? ‘Mbriacatevi pure: gli ‘mbriachi non sono pericolosi; gli ‘mbriachi sono ammuccalapuni che attaccano lo scecco dove vuole il padrone. E lui era il padrone, e loro erano gli scecchi di cui aveva bisogno.

«Veramente è una bellissima idea» l’interruppe l’amica [*].

La lezione su ‘mbriachi e punti lettura

La scrittrice Tea Ranno pone la vicenda che racconta in un imprecisato “piccolo borgo siciliano che domina il mare”. Solo per fare un esempio, come una città che perde pezzi del suo territorio e diventa un borgo, anche un grosso borgo, volendo.

La vicenda, di pura fantasia, esalta la figura degli ‘mbriachi soggetti che «non sono pericolosi» per Sua Eccellenza il sindaco; i pericolosi, per lui, sono le persone che leggono e imparano a usare il cervello.

Quanti sono, in Sicilia, i «Sua Eccellenza il sindaco» che la pensano come “Occhi Janchi”?

Gli ‘mbriachi non solo «non sono pericolosi» per chi comanda ma consumano, spendono nell’acquisto di alcol, mettono in circolo l’economia, danno lavoro, fanno arricchire qualche imprenditore di locali notturni.

  • Perché, quindi, disturbarne l’attività ponendo una pattuglia in vigilanza preventiva davanti un locale di mescita d’alcolici?
  • Perché imporre il test per misurare il livello d’alcol agli automobilisti che si sono appena allontanati dal locale?

Le anime buone risponderebbero: per tutelare la propria e l’altrui incolumità. Ma, nel racconto, «Sua Eccellenza il sindaco» non lo consentirebbe mai, come pure il comandante delle guardie mai prenderebbe l’iniziativa che metterebbe in forse la sua poltrona !

Neanche a Trapani, però, mi risultano tali controlli. Scrivevo, nel 2015, in “La Giunta Municipale deve lottare contro la guida in stato d’ebrezza”, proponendo l’attivazione, a cura del Comando di Polizia Municipale, di «progetti di potenziamento di servizi notturni di controllo» finanziati dall’impiego delle sanzioni per violazioni al Codice della Strada.

«Intervenire con una forte campagna di prevenzione sui rischi per la sicurezza stradale derivanti dalla guida di veicoli in stato alterato da ebrezza o da consumo di droghe»? Giammai.

Le vittime sulla strada? Solo un incidente di percorso lungo la strada dello sviluppo economico del territorio.

Alcol e ‘mbriachi sì, quindi.
Libri no, meglio evitare, non si sa mai.

Appena lo scorso 9 agosto scrivevo: “Realizziamo quattro Punti Lettura nei Centri Sociali !”.

Illustravo un progetto di sviluppo culturale da me studiato assieme a Margherita Giacalone, direttrice della biblioteca Fardelliana. Provammo a proporlo, nel 2017, all’allora sindaco Vito Damiano. Lo abbiamo riproposto alla nuova Amministrazione, tanto al sindaco Giacomo Tranchida (la Giacalone) quanto all’assessore alla cultura Rosalia D’Alì (l’ho incontrata più volte).

«La Biblioteca Fardelliana – scrisse in una relazione la direttrice –, si renderebbe disponibile, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, per la realizzazione presso i Centri Sociali – “Punti Lettura” di ulteriori attività culturali quali conferenze, dibattiti, mostre al fine anche di incentivare la presenza di un’utenza più giovane».

Non abbiamo ottenuto alcunché di tutto ciò.

E allora, ripeto: Alcol e ‘mbriachi sì. Libri, invece, no.


[*] Tratto da “L’amurusanza”, un romanzo della scrittrice cinquantaseienne di Melilli (Siracusa) Tea Ranno pubblicato da “Mondadori”. La storia si svolge in piccolo borgo siciliano che, dall’alto della collina, domina il mare: qui, Costanzo e Agata gestiscono una tabaccheria. Non vogliono sottostare ai soprusi del sindaco “Occhi Janchi” e della cricca comunale che sono disposti a scavalcare diritti e persone.

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