ERICE, IL CONSIGLIO NON C’E PIU’

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Giovanna Millocca

ERICE – The End. Sulla storia del Consiglio comunale di Erice, dopo essere passati, negli ultimi giorni, i titoli di coda è stata impressa la fatidica scritta “FINE”. Ieri pomeriggio, intorno alle 14, il Segretario generale Giuseppe Scalisi ha informato il presidente del Consiglio (oggi ex) Giovanna Millocca dell’arrivo, in Comune, del Decreto di “sospensione” (in attesa dello scioglimento) del Consiglio stesso.

I Consiglieri, che si stavano preparando a discutere martedì prossimo la “mozione di sfiducia” che avrebbe mandato “a casa”, assieme a loro, il contestatissimo sindaco di Erice Giacomo Tranchida, sono rimasti “di sale”.

La procedura degli scioglimento – dopo la bocciatura del bilancio – era irreversibile (anche se l’avv. Millocca, presidente del Consiglio aveva presentato un “atto extragiudiziale” con il quale lamentava alcuni errori procedurali che avrebbero dovuto portare – a suo dire – ad un nuovo voto del Bilancio), ma nessuno si aspettava una tale “fretta” da parte dell’assessore regionale agli enti locali, Caterina Chinnici.

Nei precedenti analoghi casi, Racalmuto (2006), ad esempio, erano trascorsi ben 25 giorni per far giugere, al Comune, il decreto di “sospensione” dei consiglieri. Ad Erice, questa volta, ne sono “bastati” dieci.

E l’argomento della discussione prevalente sul tema è dato proprio dai “tempi”. Le letture partono dalle pressioni dell’on. Camillo Oddo (PD), vice presidente dell’Assemblea Regionale, sul presidente Raffaele Lombardo, che preluderebbe alla formalizzazione di un accordo di governo regionale PD-MPA-UDC, alle pressioni dello stesso Tranchida (esponente “in sonno” del PD) sull’on. Peppe Lumia per “sollecitare” lo stesso assessore regionale (vicina al PD ed allo stesso Lumia, stando ai “si dice”). Tutta fantapolitica.

Sono certe, a quanto sembra, comunque le legittime “sollecitazioni” di Tranchida – per uno “scioglimento” del Consiglio prima di martedì – onde evitare di sottoporsi alla democratica valutazione dei 20 rappresentanti eletti dal Popolo sovrano.

Cosa succede ora? Dieci consiglieri avrebbero già dato mandato all’avv. “luminare” Giovanni Pitruzzella per valutare la possibilità di ricorrere contro sospensione e scioglimento. Tutte schermaglie, comunque, tendenti prevalentemente a cancellare “colpe” – politiche – dei consiglieri.

La domanda più importante comunque è: quando si vota per il rinnovo del Consiglio? Nella prossima primavera, assieme a Gibellina e Pantelleria o tra tre anni.

In proposito il sen. Antonio D’Alì (PDL) ha dichiarato che “il provvedimento suscita fortissime perplessità in ordine al mantenimento dell’assetto democratico di un Comune”, evidenziando “precedenti diverse interpretazioni in casi analoghi (vedi Favignana)”.

E proprio “l’impegno” (e comunque i risultati) del senatore D’Alì a bloccare o rallentare le procedure di scioglimento a destare le più grosse perplessità. Il senatore, ed il PDL, “contano” o no? Hanno “remato” in una direzione o nell’altra?

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