GLI ATA FUORI DAL PRECARIATO?

Rita Borsellino

Rita Borsellino

BRUXELLES – Loro, il direttivo della FLC CGIL, sino sono rivolti all’europarlamentare Rita Borsellino, e lei ha presentato un’interrogazione alla Commissione Europea che ha risposto promettendo un intervento presso il Governo italiano. Tema dell’interrogazione il «personale ATA» delle scuole e i loro «contratti a tempo determinato, reiterati negli anni», che sarebbro irregolari in quanto agli stessi toccherebbe «assunzione a tempo indeterminato».


A segnalarci l’intervento, che ci sembra sia passato un po inosservato, Alberto Peralta Direttivo Provinciale Flc CGIL Trapani.

Ebbene, nella propria interrogazione dello scorso 29 marzo 2010, la Borsellino aveva ricordato come «In Italia esistono più di 70 mila ausiliari tecnici amministravi (personale ATA) che si occupano a diverso titolo del funzionamento della scuola pubblica. Molti di questi assistenti amministrativi operano da diversi anni con contratti a tempo determinato, reiterati negli anni, senza che la loro posizione sia mai stata regolata. Di fatto questo ha dato vita a una forma di precariato di lunga durata, senza che venissero riconosciuti a questa fascia di lavoratori gli stessi diritti derivanti dall’assunzione a tempo indeterminato».

Alberto Peralta, FLC-CGIL

Alberto Peralta, FLC-CGIL

Tanto premeso l’europarlamentare democratica ha chiesto alla Commissione se essa «non ritiene che gli operatori amministrativi che lavorano da diversi anni con contratti a tempo determinato, reiterati nel corso degli anni, abbiano diritto alla trasformazione dei rapporti di lavoro dalla data di stipulazione dei contratti iniziali ad oggi, avendo essi svolto un’attività lavorativa continuativa e senza interruzioni con successivi contratti di lavoro a tempo determinato stipulati con il Ministero dell’Istruzione».

La Commissione, nella sua risposta, dello scorso 10 maggio, ha ricordato come «L’Italia ha recepito la direttiva nella normativa nazionale con il decreto legislativo n. 368 del 6 settembre 2001 (modificato). L’articolo 5, punto 4bis del suddetto D.Lgs. stipula che qualora per effetto di una successione di contratti a termine per lo svolgimento di mansioni equivalenti il rapporto di lavoro fra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore abbia complessivamente superato i 36 mesi, comprensivi di proroghe e rinnovi, il rapporto di lavoro si considera a tempo indeterminato, indipendentemente dai periodi di interruzione che intercorrono tra un contratto e l’altro».

«Non si spiega come migliaia di ausiliari delle nostre scuole continuino a lavorare in una sorta di precariato a vita»
, ha commentato, quindi, Rita Borsellino, che ha apprezzato che «la Commissione scriverà alle autorità italiane per ottenere informazioni e chiarimenti sull’applicazione della normativa italiana agli ausiliari tecnici amministrativi delle scuole pubbliche ed esaminerà i punti sollevati dall’on. parlamentare alla luce delle nuove informazioni ricevute».

Apparirebbe evidente che lo Stato italiano stia violando una legge (il D.Lgs. 368/2001) di cui esso stesso s’è dotato. L’intervento della FLC-CGIL e della Borsellino potrebbe sbloccare una situzione di precariato e sotto inquadramento economico che si trascina da oramai troppi anni. Restiamo in attesa degli sviluppi.

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