L’Obiettivo: Un’Amministrazione Imparziale ed Aperta

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Partiamo dall’inizio. Tutto parte 7 agosto del 1990, con la Legge 241 [1]. Parliamo quindi di 27 anni fa, quasi. Poteva essere una rivoluzione. Non lo sarà. Almeno sino ad oggi. Ma tante altre Leggi successive hanno continuato il percorso, nonostante Sindaci-Ducetti e Burocrati-Corrotti ostacolino la piena realizzazione del processo.

«L’attività amministrativa … è retta da criteri … di imparzialità, di pubblicità e di trasparenza», recita l’articolo 1 della Legge. Si stabiliscono norme sui procedimenti amministrativi, nascono le auto certificazioni, ma, soprattutto, di “accesso agli atti”.

L’art. 22, secondo comma della 241 recita: «L’accesso ai documenti amministrativi, … costituisce principio generale dell’attività amministrativa al fine di favorire la partecipazione e di assicurarne l’imparzialità e la trasparenza».

Nasce l’Ufficio Relazioni col Pubblico

Repubblica su Fazio e VolantinaggioPoco dopo, nel 1993, nasce la Legge 29 [2]. Con essa, e con l’art. 12, presso ogni Ufficio Pubblico, viene istituito l’URP, l’Ufficio per le Relazioni Pubbliche. Quest’Ufficio è particolarmente destinato a realizzare i principi della 241. Insomma l’URP fornisce «l’informazione all’utenza relativa agli atti e allo stato dei procedimenti», e quanto necessario, più in generale, per l’accesso agli atti.

A Trapani è gestito dal funzionario sig. Franco Marrone.

Saltiamo ora direttamente al 2000. Quell’anno arriva la Legge 150 [3] che fissa altri importanti tasselli del percorso. Almeno del percorso che è nelle teste dei legislatori. Vedremo, alla fine, che tutto il percorso rimane solo negli intenti.

La 150 serve, secondo l’art. 1, a dare «attuazione dei princìpi che regolano la trasparenza».

Questa Legge prevede due percorsi.

Quello dell’informazione («l’informazione ai mezzi di comunicazione di massa, attraverso stampa, audiovisivi e strumenti telematici») e quello, nuovo, della comunicazione («la comunicazione esterna rivolta ai cittadini»).

L’art. 2 della norma spiega che «le attività di informazione e di comunicazione sono attuate con ogni mezzo di trasmissione idoneo ad assicurare la necessaria diffusione di messaggi, anche attraverso la strumentazione grafico-editoriale, le strutture informatiche, le funzioni di sportello».

L’art. 7 stabilisce che il sindaco «può essere coadiuvato da un portavoce» di cui non è precisata la qualità, mentre l’art. 9 che possono, anche, dotarsi «di un ufficio stampa» composto da giornalisti.

L’art. 8, infine, riprendendo l’istituto dell’URP, ne allarga le funzioni prevedendo che esso ha il compito di «agevolare l’utilizzazione dei servizi offerti ai cittadini» e quello della «verifica della qualità dei servizi e di gradimento degli stessi da parte degli utenti».

Interessante, a mio avviso, citare la Legge 82 del 2005 [4], quella del “Codice dell’Amministrazione digitale”.

Si legge, qui, all’art. 8, ad esempio come: «Lo Stato favorisce ogni forma di uso delle nuove tecnologie per promuovere una maggiore partecipazione dei cittadini … e per facilitare l’esercizio dei diritti politici e civili …».

Sto finendo quest’elenco di Leggi, dai. Forse abuso della vostra pazienza, ma senza conoscere, a grandi linee, questa cornice legislativa, non possiamo comprendere diritti e potenzialità operative.

Trasparenza Totale: Il Comune “Casa di vetro”

Bussola Trasparenza

Bussola Trasparenza

Un nuovo salto di qualità della lotta alla corruzione dei politici e contro i legami sporchi fra politici ed imprese, ma anche per rendere lo stesso cittadino cosciente di come si amministra e quindi capace di valutare l’Amministratore, avviene nel 2013 col Decreto legislativo n. 33. [5]

L’art. 1 del Decreto ribadisce ed amplia le finalità che abbiamo sinora illustrato: «La trasparenza è intesa come accessibilità totale delle informazioni concernenti l’organizzazione e l’attività delle pubbliche amministrazioni, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche».

La norma, in definitiva, obbliga Enti Pubblici e Partecipate a pubblicare tutta una serie di dati fondamentali: Bilanci, Curriculum e Redditi degli Amministratori, Delibere, Verbali ecc a pena di sanzioni che vanno da 1.000 a 10.000 euro.

La massima trasparenza, la massima apertura della Pubblica Amministrazione si ottiene, però, solo lo scorso anno, con il Decreto Legislativo n. 97 del 2016 [6]. Quest’Atto riforma il Decreto 33 allargando la platea dei dati e dei beneficiari delle informazioni e garantisce «la libertà di accesso di chiunque ai dati e ai documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni».

Le Leggi ci sono, ora occorre costruire il Cittadino

E’ chiaro che, tuttavia, se al cittadino non interessa di “accedere agli atti”, se da buon cittadino omette di “controllare” la Pubblica Amministrazione, ogni norma è inutile. Come è inutile, però, poi, lamentarsi delle tasse, dei servizi inefficienti, se abbiamo consentito, con la nostra apatia, le ruberie, gli sprechi.

E’, quindi, lo stesso cittadino che vuole ignorare, non che è ignorante, ma che vuole ignorare, il punto debole del sistema.

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