PANE: RINCARO MAGGIORE D’ITALIA

Trapani sarebbe la città dove il prezzo del pane è aumentato più del doppio rispetto al resto dell'Italia.

E' l'Adoc di trapani ad affermarlo, secondo l'associazione il prezzo del pane è aumentato, nella nostra città, di ben 25 punti percentuali, a fronte di una aumento nazionale del 12%, il che, avrebbe portato a un “un effetto di trascinamento verso l'alto del costo di moltissimi altri prodotti, soprattutto alimentari.”

Nella nostra Provincia i ritocchi medi complessivi dei prezzi rilevati al 30 novembre u.s., di un paniere di prodotti (solo quelli di prima necessità e soprattutto alimentari ) sono stati nella misura di circa il 20% in più rispetto ad un anno fa. Alcuni aumenti risultano essere mascherati dalla inferiore quantità per confezione venduta ( es. detersivi e prodotti similari per l'igiene e la pulizia).

Secondo i dati nazionali Istat, inoltre, l’aumento medio del prezzo del pane è stato del 12% e quello della pasta del 7%, da noi invece il pane è aumentato del 25% e la pasta del 30%; vale ricordare che l’incidenza della farina sul loro prezzo finale è mediamente intorno al 10 %.

“I dati sopra esposti – a parere dell'Adoc – dimostrano che è stato perpetrato un ulteriore e pesante taglio al potere d’acquisto degli stipendi e delle pensioni, in una parte del paese, dove pensioni, stipendi, e salari sono già estremamente bassi.”

L'associazione ritiene che nella stragrande maggioranza dei casi , tali aumenti sono ingiustificati e di chiara matrice speculativa. A questo bisogna aggiungere che essendo ulteriori aumenti, come nella tradizione, si potranno verificare.

In un suo comunicato l'Aduc riferisce come “Nel passato ci siamo permessi più volte di sensibilizzare le istituzioni e le forze politiche sul problema del caro vita affinché si intervenisse, (proponendo incontri operativi, sedute aperte dei Consigli Comunali et ecc), purtroppo con scarsa fortuna, dimostrando le stesse istituzioni e la casta politica, troppo impegnata a risolvere le loro beghe politiche, la loro abissale lontananza dai veri problemi della gente, che non è più in grado di mantenere un minimo e dignitoso tenore di vita.

Purtroppo, non abbiamo riscontrato l'auspicata determinazione e sensibilità rispetto al problema da parte dei Comuni e della Provincia, cioè le istituzioni più vicine alla gente, che dovrebbero farsi carico, più di tutte le altre, delle loro esigenze.”

Inoltre, allo scopo di porre un freno a questa impennata nei prezzi l'associazione ripropone

1) la costituzione di “osservatorio dei prezzi”, con lo scopo di seguire la formazione del prezzo per singolo prodotto lungo la filiera, per intervenire là dove i furbi speculano. Non è possibile che si consenta che i prezzi, soprattutto dei prodotti agricoli, subiscano, nei vari passaggi dal produttore al consumatore aumenti vergognosamente spropositati, con punte di ben dieci volte rispetto al prezzo iniziale pagato al produttore;

2) la individuazione, da parte soprattuto dei Comuni, di spazi o locali dove il produttore possa vendere direttamente le proprie mercanzie al consumatore.

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