L’ACQUA E’ UN BENE COMUNE?

Riceviamo e pubblichiamo questa assurda storia fatta di diritti negati (l'acqua), burocrazia, e amminsitrazioni sorde.

« Devo registrare purtroppo che ancora oggi in Sicilia per avere riconosciuti dei diritti, fra i più elementari, qual è quello di usufruire dell’acqua corrente, bisogna mettere in atto azioni eclatanti, ovvero, lo sciopero della sete (visto che di acqua si parla) è ciò che mi appresterò a fare, nella mia qualità di responsabile di una comunità terapeutica.

Ecco i fatti:

  • la comunità Saman di Lenzi (comune di Valderice) esiste dal 1982, oggi ospita circa 40 persone tra cui 4 bambini di età compresa tra i 2 e 3 anni (figli di ragazzi ospiti della struttura);

  • la comunità Saman non ha mai avuto riconosciuto il diritto di poter usufruire dell’acqua corrente, anche perché fino al 2000 non esisteva (almeno nella zona dove è ubicata la comunità) una rete idrica;

  • finalmente nel 2000, anche questa zona (contrada Lenzi), viene servita dalla rete idrica. Finalmente, ci siamo detti!!! Quindi facciamo tutte le pratiche per avere anche noi un contatore ed un allaccio alla rete idrica…fin qui tutto OK.

  • Ci fanno sapere, sempre nel 2000, che l’E.A.S. aveva provveduto ad installare un contatore (matr. 384810) ed una presa per l’approvvigionamento idrico; che bello, ci siamo detti, non dovremo più comprare l’acqua con le autobotti dai privati;

  • Cerchiamo di capire dove l’E.A.S. aveva installato il contatore e la relativa presa, ci rendiamo conto che si trovava a più di 300 metri dalla nostra struttura, non ci perdiamo d’animo e chiamiamo un’impresa per poter eseguire uno scavo (dalla presa fino alla struttura) per poter installare un tubo che ci portasse l’acqua fino in comunità. Purtroppo tale tubo doveva attraversare dei terreni privati coltivati e i proprietari di tali terreni non ci autorizzavano a scavare e quindi a poter eseguire la posa del tubo….non abbiamo risolto nulla;

  • Dal 2000 ad oggi più volte ho fatto notare questa cosa all’E.A.S. e al comune di Valderice, ma fino ad oggi non si è risolto nulla. La comunità Saman continua a comprare l’acqua dai trasportatori per una spesa che va da 2.000,00 a 2.500,00 Euro AL MESE.

  • Ma la cosa bella è che l’E.A.S. dal 2000 ad oggi ha continuato a inviarci delle fatture per la fornitura idrica, fornitura che non è mai avvenuta e che quindi non abbiamo mai pagato….ma la cosa ancor più bella è che in data 15/01/2007 l’E.A.S. ci invia un “AVVISO DI MORA CON PREAVVISO DI DISTACCO” chiarendo anche, nella stessa missiva, che “trascorso infruttuosamente il termine assegnato al pagamento, si procederà alla sospensione della erogazione idrica ed alla riscossione coattiva delle somme dovute (che dal 2000 al 2005 sono state totalizzate in 1.537,64 Euro).

  • A questo punto, non avendo i classici Santi in Paradiso, non avendo alcuna risposta da parte di nessuno, non potendo più spendere dai 2 mila a 2 mila e cinquecento euro al mese per l’approvvigionamento idrico dai privati….non ci resta che questa lettera.

  • Nel caso anche questa lettera non trovasse alcuna risposta, allora metterò in atto dal primo febbraio, e fino a quando non si risolverà il problema, lo sciopero della sete; mi piazzerò nel punto dove c’è il contatore a noi intestato (a cinque metri dal luogo dove è stato ucciso Rostagno) e non mi muoverò da li fino a quando l’E.A.S. non ci porterà l’acqua in comunità, poi saremo disposti a pagare ciò che è dovuto ».

 

Gianni Di Malta (responsabile Comunità Saman Lenzi)

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