NELLE MORE, IO ORDINO … 2

Girolamo FAZIOSiamo stati spesso accusati di polemizzare e basta (vedi articolo precedente, NdR) . Tuttavia noi abbiamo sempre polemizzato “carte alla mano”. Chiedendo, in sostanza, il rispetto dei diritti democratici. Ovvero dei diritti dei “molti” rispetto ai diritti dei “pochi”. Questa volta trattiamo, e non è di certo la prima volta, il tema delle aperture (piuttosto che chiusure) domenicali e festive dei negozi. E lo trattiamo per due motivi. L'uno le aspre parole uscite dalla bocca del sindaco avv. Girolamo Fazio nei confronti di Pietro Vultaggio, responsabile della Cidec, un'associazione di commercianti, piuttosto che dirigente provinciale del Partito della Margherita. Il secondo per ricordare come stanno veramente i fatti, le leggi.

Si parte, come sempre, dalle carte. Con Ordinanza sindacale n. 135 del 28 maggio 2007 il sindaco di Trapani avv. Girolamo Fazio ha modificato parzialmente la precedente ordinanza sindacale n. 44 del 22 febbraio 2006 (che, a sua volta, riprende la n. 3 del 3 gennaio 2006 ) inerente la chiusura degli esercizi commerciali, prevedendo l'obbligo di chiusura per sabato 2 giugno, Festa della Repubblica.

L'ordinanza, secondo Fazio, sarebbe stata « … sollecitata da parte di molti cittadini e dipendenti di esercizi commerciali » che avevano fatto « … richiesta di chiusura degli esercizi commerciali per il giorno 2 giugno 2007». Chi, in particolare, dei singoli o delle organizzazioni sindacali? In quale occasione? Tale “sondaggio” che percentuale di cittadini e dipendenti ha coinvolto? Non lo sapremo mai, perché l'eventuale richiesta è stata solo «informale», insomma “a voce” … Sono stati consultati i commercianti? A scorrere il testo dell'ordinanza pare proprio di no. Sappiano solo che la chiusura è stata «sollecitata dal Prefetto per una maggiore partecipazione alla cerimonia con SS. Messa a cura del vescovo Francesco Miccichè …»

Delle Organizzazioni sindacali dei commercianti ha preso, dicevamo, parola ufficiale solo la Cidec . Cosa ha detto il suo segretario provinciale Pietro Vultaggio?

Vultaggio afferma che «E' singolare che il primo cittadino abbia deciso, contravvenendo ad un preciso obbligo di legge, di non sentire in proposito il parere dei commercianti e delle organizzazioni sindacali di categoria. Il signor sindaco invece ha deciso di propria iniziativa di fare perdere ai negozianti del centro la possibilità di sfruttare la giornata di festa per fare qualche buon incasso ».

Nulla di particolare, insomma, piuttosto una decisa protesta nei confronti di Girolamo Fazio per non aver dato la giusta dignità alle Organizzazioni sindacali di categoria.

Il sindaco Fazio, si sa, non ha il dono del “silenzio”, ma risponde, spesso e volentieri alle “provocazioni”. Ma, a volte (!), esagera. Cosa ti risponde a Vultaggio? Riporta TrapaniOk , «Il sindaco di Trapani ha definito "farneticante" il comunicato della Cidec» (!). Altro? Non ce nesarebbe bisogno. Ma Fazio continua ricordando che il parere della Cidec, dopo tutto, «non è vincolante». Insomma, se non è vincolante che vale ascoltarli (art. 12, comma 1,L.R. 28/1999 )? E solo una perdita di tempo … pertanto non li ascolto (come aveva già fatto nel 2006, né alle istanze dei commercianti, né a quella del vescovo , NdR)!.

Mimmo Fazio, infine, non lascia perdere l'occasione per una “battuta” «se la Cidec non condivide l'ordinanza può sempre impugnarla nelle sedi competenti».In altre parole, la Cidec può ricorrere al TAR per – dopo il 2 giugno, ovvero dopo che l'ordinanza ha trascorso i propri effetti – eventualmente farla annullare per irregolarità …

La replica di Pietro Vultaggio è rimandata alla pag. 40 de “La Sicilia” del 2 giugno: «Il sindaco anziché accettare un invito a discutere, seppur polemico, punta il dito contro chi ha a cuore la tutela dei diritti di tutti».

A chiusura dell'articolo vogliamo inviarvi a leggere cosa scrivemmo su “Domani Liberi”, n. 13 del febbraio 2006, pag. 8 , sulla vicenda, sotto il titolo «Nelle more, io ordino».

Nessuno aveva, intanto, fatto i conti con qualcuno lassù … un forte acquazzone ha tenuto tutti, cittadini e lavoratori, lontani dalla celebrazione tanto sentita da Prefetto e Sindaco, e, contemporaneamente, avrebbe tenuto i consumatori lontano dalle attività commerciali, … salvo a correre nel comune di Erice (dove nessuno aveva pensato alla celebrazione e quindi i negozi erano regolarmente aperti …) a far la spesa!

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