Per l’autoblu, l’ex sindaco Fazio l’ha querelato: Nicola Rinaudo a processo!

Girolamo Fazio

Girolamo Fazio

Avrebbe offeso la reputazione del deputato regionale Girolamo Fazio. Per questo motivo il giornalista trapanese Nicola Rinaudo, direttore e proprietario della testata giornalistica “Extra”, si trova alla sbarra presso il Tribunale di Trapani.

Stamani lo stesso giornalista ha svolto la propria deposizione incalzato dalle domande del Pubblico Ministero e dell’avvocato che sostiene le ragioni del deputato, ex sindaco, Fazio che si è costituito “parte civile”, oltre che la condanna penale, chiederebbe, mi dice l’avvocato dell’imputato, 10 mila euro di risarcimento.

Il procedimento è giunto alla conclusione e venerdì 8 gennaio è attesa la sentenza. Rinaudo è difeso dall’ avv. Elio Cangemi.

Copertina Extra Nella LeggendaDi cosa è accusato, in particolare, Rinaudo? Di aver scritto che «… Fazio, che nel frattempo è stato promosso … politicamente, gironzola – a spese dei cittadini contribuenti – a bordo di un’auto blu assegnatagli dalla Regione siciliana».

Un’affermazione nella quale io non vedo alcuna diffamazione; certamente vera a giugno 2013 quando esce l’articolo incriminato, sostiene in Aula Rinaudo, dato che, dal 22 maggio 2013, Fazio è “Componente Commissione D’inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia in Sicilia” ed è quindi presumibile – ma non dimostrato – che usi, legittimamente s’intende, l’auto blu per recarsi, per motivi d’ufficio, in giro per l’isola.

Un’affermazione offensiva, una valutazione superficiale, frettolosa e non adeguatamente confermata, per il Pubblico Ministero e per l’avvocato di Girolamo Fazio che hanno contestato al giornalista di non essersi documentato, prima di scrivere e sostenere la sua tesi, di non essersi recato presso il PRA, il Pubblico Registro Automobilistico oppure di non avere eseguito indagini dirette presso la Regione, per vedere se, effettivamente, l’auto su cui circolava Fazio fosse stata di proprietà dello stesso deputato, oppure del Gruppo Parlamentare piuttosto che della Regione e su chi, effettivamente, pagava il carburante consumato, nei propri spostamenti, dall’auto di Fazio.

Ad avviso degli avvocati accusatori, in sostanza, un giornale dovrebbe uscire ogni 5-6 mesi, dopo aver atteso la “risposta” (se mai fosse giunta) della Regione.

Questi i fatti del processo.

Un processo che prende il via nel giugno del 2013, all’indomani della storica promozione in serie B del Trapani Calcio, quando Nicola Rinaudo esce con una “Edizione Straordinaria” del periodico “Extra”. Il titolo che campeggia sulla copertina è: “B, nella leggenda”.

Serie B ExtraIn controtendenza con l’occasione, coi festeggiamenti in corso, con il carattere monotematico dell’edizione, Nicola Rinaudo scrive, nel suo “Editoriale”, un articolo che è uno sfogo amaro.

Dietro il titolo “Serie B!”, il giornalista chiede che «questo traguardo eccezionale sia solo un punto di partenza» per la Città. Dal contesto sembra che Rinaudo non si riferisca solo all’ambito sportivo ma anche all’ambito di sviluppo sociale di Trapani. Infatti, accusando l’amministrazione corrente, Rinaudo scrive che prima di parlare del « […] progetto di un nuovo stadio […] dovrebbe preoccuparsi, prima, di mandare l’acqua nelle case della gente e assicurare ai suoi cittadini i servizi più elementari del vivere civile».

Un’Opinione che, in Italia, a Trapani, nel 2015, non è più possibile sostenere.

Qui è possibile parlare solo di alberi e luminarie di Natale.

Io non condivido la frase “fuori contesto” di Rinaudo che, comunque, per me, è tutt’altro che offensiva; ma sostengo che, in questo Paese, in questa Città, il primo valore deve essere quello della Libertà di Opinione e di Espressione. Senza questo Valore restiamo a vivere in una Paese che, luminarie o no, è tutt’altro che civile!

A me non rimane che, in attesa della sentenza del Giudice Camassa, tifare ed urlare: Forza Nicola!

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