TRANCHIDA SCIVOLA SULLA BUCCIA DEI 13 CANI!

Giacomo Tranchida

Giacomino Tranchida

ERICE (TRAPANI) – Potrebbe esserci un risvolto legale che s’aggiungerebbe a quello umano. Il sequestro di tredici cani, avvenuto lo scorso 10 novembre all’interno della proprietà di un cittadino ericino sta diventando un «caso». L’uomo, Michele Cusenza 56 anni, da quel giorno non ha pace ed ha abbandonato il lavoro per assistere i suoi cani «incarcerati» (alcuni) nelle gabbie dell’ambulatorio veterinario della Cittadella della Salute ed «abbandonati» (altri) nelle campagne di Torretta, Ballata ecc. Ma resta da chiarire se il sindaco di Erice ed i suoi funzionari abbiano agito senza abusi ed illegittimità. In sostanza la «confisca» degli animali è nei poteri di un Giudice o del Sindaco?

La vicenda andava avanti da settimane. L’uomo, un geometra, è amante degli animali. Dedicava buona parte della sua giornata ad accudire, curare, alimentare randagi. Specie nella zona di via dei Pescatori, zona dove abita. Nulla di male, no? Aveva anche una sorta di «collaborazione» col Comune e colla Lega degli Animali. Tanto che il Sindaco di Erice, il ficarolo Giacomino Tranchida, gli aveva regolarmente affidato, per tenerli nella propria abitazione, sette cani, regolarmente sterilizzati e microchippati.

Quando però Michele Cusenza decide di rinunciare – lo scorso settembre – a tali cani per tenersene, invece, altri, quelli di via dei Pescatori, scatta quello che ha l’aspetto di una «ritorsione», tanta è la pervicacia delle azioni messe in atto dall’Amministrazione.

La mattina del 10 novembre scatta un’operazione degna di una caccia a Matteo Messina Denaro. Decine di persone circondano l’abitazione di Michele Cusenza, dove, in via Pompei, 25, vive assieme al fratello Pietro ed agli anziani ma validi genitori. Al termine dell’operazione – ordinata dal sindaco (ordinanza sindacale n. 59 del 4 novembre 2010) il Comune di Erice provvede al «sequestro» dei cani detenuti dai fratelli Pietro e Michele Cusenza presso la loro abitazione e nel giardino di pertinenza. Tali animali – prevede l’ordinanza – «provvisoriamente, saranno custoditi nei locali comunali ubicati in Erice-Rigaletta Viale Crocci, 1 … in attesa di trovare una piu’ idonea collocazione».

Con successiva ordinanza sindacale n. 61 del 12 novembre 2010, il sindaco di Erice ordinava
«il ricovero temporaneo, e comunque fino ad un massimo di giorni 15, dei cani sottoposti a sequestro, al fine di procedere alla loro sterilizzazione e identificazione tramite microchip, a cura del Distretto Veterinario presso la Cittadella della Salute».

Michele Cusenza mostra l'area dove vivevano i suoi 13 cani

Michele Cusenza mostra l’area dove vivevano i suoi 13 cani

A dare ragione al sindaco, su questo punto, la nota del 8 aprile 2009, prot. IRV/742, del Dipartimento Attività Sanitarie dell’assessorato regionale alla Sanità della Regione Sicilia avente per oggetto «strutture con concentramento di cani» che rileva che i concentramenti ove «siano detenuti piu’ di cinque cani adulti di sesso misto» siano ritenuti «critici» e si debba provvedere (esclusivamente), in tali casi, a «sottoporre ad identificazione e controllo delle nascite gli animali presenti».

Ma Tranchida va oltre.

Con nuova ordinanza sindacale n. 63 del 24 novembre 2010, il sindaco di Erice ordinava ch
e «il Dipartimento di Prevenzione Area Igiene e Sanità Pubblica verifichi dei 13 cani microcippatri dal Servizio Veterinario dell’ASP 9 di Trapani al sig. Cusenza Michele, quanti possono essere realmente affidati allo stesso, in relazione alle condizioni ambientali in cui gli stessi dovrebbero essere accuditi». La risposta sarebbe coerentemente «almeno sette», se sette, poco prima, lo stesso Tranchida aveva affidato ai fratelli Cusenza.

Nell’ordinanza il sindaco di Erice aggiunge
che «gli animali che lo stesso non possa custodire c/o la propria abitazione» andrebbero custoditi «presso strutture adeguate a spese del sig. Cusenza Michele». Una soluzione ragionevole e riteniamo legittima.

Tuttavia, ad oggi, non risulta essere stata predisposta dal Dipartimento di Prevenzione Area Igiene e Sanità Pubblica. Interpellato, il 30 dicembre, il responsabile del servizio dott. Gisone siamo venuti a conoscenza che lo stesso ha girato la richiesta, per competenza, al dott. Giudice.

Intanto il sindaco pro-tempore di Erice, rag. Giacomino Tranchida, decide di andare ancora piu’ oltre. Il 6 dicembre chiede con una semplice lettera (con quali motivazioni e poteri?), al dott. Cipponeri del Distretto Veterinario di Trapani la «voltura» dei 13 cani regolarmente intestati al sig. Michele Cusenza a favore del Comune. «Voltura» che, l’indomani, il dot. Cipponeri esegue. Successivamente il Comune fa prelevare circa metà dei cani e li «abbandona» (tecnicamente «rimmissione sul territorio in aree dove non creano branchi») nelle campagne al loro destino. L’altra metà sarà «abbandonata» a giorni.

Ma il diritto alla proprietà? Ok Giacomino è un sindaco di scuola «comunista», di certo non approva la proprietà privata, ma per «volturare» un bene di proprietà altrui, secondo le leggi italiane vigenti, non serve o la volontà del proprietario o una decisione di un Giudice?

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