Trapani, cimitero pieno e memoria persa

Cimitero Trapani

A Trapani non c’è un’“emergenza cimitero”. C’è un problema vecchio, ignorato per anni. Il camposanto è pieno. I morti ogni anno sono circa 500. I loculi non bastano. Ora le salme si accumulano e si procede con estumulazioni e ordinanze urgenti [1].

Il sindaco Giacomo Tranchida ha revocato le vecchie concessioni cimiteriali. Dice che esistono progetti di ampliamento già approvati ma fermi per mancanza di soldi. Costo stimato: 7 milioni di euro. Troppi, secondo lui. Ma intanto la gestione del servizio è in attivo. E si potrebbe lavorare a lotti più piccoli, da 500 posti alla volta. Non servono per forza 3.000 loculi tutti insieme.

Il problema non nasce oggi. Le giunte precedenti (Damiano e Fazio) hanno fatto poco o nulla. Tranchida governa dal 2018. Le responsabilità, quindi, sono di tutti. Nessuno ha programmato. E così la città vive tra “emergenze”: acqua, rifiuti, e ora anche cimitero.

Un’alternativa ci sarebbe: incentivare la cremazione. Al Nord funziona bene. Richiede meno spazio. Basterebbe un forno consortile tra i comuni vicini e qualche incentivo fiscale. Ma nessuna amministrazione, passata o presente, ha mai aperto davvero il tema.

Intanto, non si perde solo spazio. Si perde memoria. Ogni estumulazione non rappresenta solo una mancanza di rispetto verso le salme [2]; cancella lapidi, simboli, immagini d’epoca, poesie incise nella pietra. È un danno culturale e storico.

Se chi di dovere non prenderà presto provvedimenti, tra nove anni — dato che la legge autorizza estumulazioni dopo 50 anni — un futuro sindaco potrebbe arrivare a estumulare le salme dei quattro marittimi trapanesi morti nel 1991 nel rogo della Moby Prince. Sarebbe come uccidere la memoria di quella tragedia!

In altre città, come a Molenbeek in Belgio, i cimiteri sono tutelati. All’ingresso distribuiscono opuscoli che spiegano le tombe storiche e i simboli scolpiti. A Trapani, invece, spariscono i segni dei nostri antenati.

Un cimitero non è solo un luogo di sepoltura. È memoria, identità, civiltà. E come viene gestito racconta molto di una comunità.

opuscolo cimitero Molenbeek Belgio

Nella foto: un’immagine della copertina dell’opuscolo del Cimitero di Molenbeek.

Fonti e Note:

[1] TrapaniSì, 7 settembre 2025, Ornella Fulco, “Trapani, il Comune revoca concessioni perpetue ultracentenarie al Cimitero”.

[2] TrapaniSì, 11 settembre 2025, Bruno Conforti, “Cimitero di Trapani, il video che non avremmo mai voluto vedere”.ù

7 risposte a “Trapani, cimitero pieno e memoria persa”

  1. Avatar Emilio
    Emilio

    Ieri recandomi al camposanto, come lo chiamo io , girando un angolo mi vengono a vista tutti i defunti dell’ultimo mese in mezzo a una facciata che era del 1900 circa. È chiaro che non esistono più i parenti di queste persone, però andare a distruggere un patrimonio artistico e umano prima, non penso che sia la soluzione ottimale. Si perde la sacralità del camposanto.

  2. Avatar Rosa Pompeo
    Rosa Pompeo

    Mio padre e mia zia mio cognato,mia cognata sono stati cremati se tutti facessimo così non ci sarebbe bisogno di altri loculi perché sarebbero messi fra i parenti morti in precedenza,secondo me è la migliore soluzione

  3. Avatar Mariapia Culcasi
    Mariapia Culcasi

    È vero quello che hai scritto , passeggiare tra le vecchie tombe per leggerne gli epitaffi e guardare le foto è un po’ come sfogliare un libro di storia. Io da piccola spesso mi perdevo tra i viali del cimitero , e questo magari era l’ occasione per ritrovare la tomba di qualche avo, e mio padre o mia madre puntualmente me ne raccontavano la storia

  4. Avatar Nino Faillaci
    Nino Faillaci

    Partiamo dal decoro , o meglio dall’incuria e dell’abbandono in cui versano i nostri sepolcri (citazione dal famoso Poeta che tra l’altro manifestava lo stesso pensiero relativo al tema della Memoria da conservare perché i posteri ricordino le virtù del defunto , sempre se ne sia stato degno). Il piazzale antistante l’ingresso sulla litoranea è totalmente privo di qualsiasi attenzione ai visitatori . Nessuno spazio organizzato riservato alle auto, presenza di parcheggiatori abusivi, asfalto e basolato degradato ed in più punti interrotto con rischio di cadute ). Non esiste un servizio di accompagnamento a disabili e persone con mobilità ridotta (problema comune a tutta la città, non esistendo un piano per l’abbattimento delle barriere architettoniche (PEBA). Infine manutenzione dei viale, delle lapidi, scale spesso pericolanti e pericolose. Naturalmente le soluzioni esistono se una amministrazione stilasse un programma ma ciò non è avvenuto, incluso la impossibilità di cremazione , pratica sempre più diffusa che potrebbe essere una risorsa per i Comuni che la rendessero possibile .

  5. Avatar Maria
    Maria

    Probabilmente dovrebbero imporre la cremazione

  6. Avatar Natale Salvo
    Natale Salvo

    Imporre non condivido. Occorre sempre dare un’alternativa. Ma certamente informare e incenticare con costi zero o quasi.

  7. Avatar Francesca Antonina Campo
    Francesca Antonina Campo

    “Povero Mario, è stato più facile sistemarlo al Ministero che qui al camposanto”.
    (Alberto Sordi, da Un borghese piccolo piccolo)
    Ora, non so quanto possa essere “facile” trovare una “sistemazione” in un Ministero ma, da anni e anni, è tristemente vero che è molto difficile trovarla al cimitero. Vedere la bara, con ciò che rimane del proprio congiunto, ammassata, insieme ad altre bare in anonimi magazzini per giorni e giorni aggiunge dolore al dolore; e ora rischiare di non ritrovare più quelle vecchie e magari consunte lapidi dietro le quali giacciono i resti di quelli che furono i propri avi non può che aggiungere profonda amarezza al dolore. Tante tombe sono sicuramente interessanti dal punto di vista artistico e storico, tutte lo sono per la memoria dei defunti che vi trovano riposo. Penso che debba essere garantita e rispettata tale memoria e inoltre mantenuto ordinato e decoroso tutto l’ambiente nel quale le tombe si trovano. Tanti anni fa mi capitò di vedere, nella zona del Trentino Alto Adige, luoghi di sepoltura curatissimi e accoglienti tanto da apparire come stupendi giardini pubblici, non potevo non fare un confronto mentale con i nostri cimiteri che, al di là di tutto, mi sono sempre apparsi luoghi tristi, quando non spogli e degradati. Perchè? Perchè tali differenze? Mancanza di rispetto e amore, credo.
    Mi auguro che, da accorti, amorevoli, saggi amministratori, trovino il modo di non disturbare il riposo di chi non è più tra noi; mi auguro che celermente trovino il modo per di garantire degna sepoltura a chi ci lascia e per rendere il cimitero non dico un giardino ma un luogo maggiormente degno di accogliere chi ci ha preceduto.

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