TRAPANI: INUTILE ALLARME RABBIA CANINA

Girolamo Fazio

Girolamo Fazio

TRAPANI – Entra l’estate e, come preannunciato da Enrico Rizzi di «100% Animalisti», parte la campagna del sindaco di Trapani Mommo Fazio contro i cani ed i loro proprietari, ingenerando ed amplificando timori nella popolazione. Ora il primo cittadino emana un’ordinanza – n. 135 del 16 giugno 2010 – che obbliga i veterinari a fare il «delatore» contro i propri clienti e i «padroni» a fare ai propri animali inutili vaccini anti-rabbia.

«A Trapani il canile è sempre sovraffollato soprattutto nel periodo estivo. Per la presenza dei turisti il Comune di Trapani li rinchiude in gabbia per tutta l’estate», aveva denunciato su altratrapani.it il giovane animalista Rizzi.

Ma stavolta il Comune non se la prende coi randagi bensì con i cani «accasati» con provvedimenti che sembrano andare oltre la correttezza e la logica comportando, magari, un effetto opposto al desiderato: l’aumento dei randagi.

Ma andiamo per ordine.

L’ordinanza del sindaco prevede, in particolare, al punto 5,
che «E’ fatto obbligo a tutti i proprietari o detentori di cani di fare eseguire sui propri animali il vaccino pre – contagio per la rabbia». Si tratta di un’inutile spesa (circa 25 euro a vaccino, da ripetere annualmente) per i «proprietari».

Secondo l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie
«La rabbia silvestre ha interessato … negli anni 70 … Veneto, P.A. Trento, P.A. Bolzano, Friuli Venezia Giulia. L’Italia aveva ottenuto il riconoscimento di stato indenne da rabbia nel 1997 … Tuttavia, nell’ottobre 2008, la rabbia silvestre è ricomparsa in provincia di Udine». Si tratta, è bene dirlo, per non ingenerare fenomeni di allarme di SOLI TRE casi sui cani (dati 2009 sempre dell’IZS delle Venezie, vedi tabella ufficiale). Tanto che, con «Ordinanza Ministeriale del 26 novembre 2009, sono stati disposti i seguenti provvedimenti: obbligo di vaccinazione antirabbica dei cani e altri animali da compagnia (gatti ad esempio, di cui il sindaco di Trapani, invece omette di inserire nella sua ordinanza, NdR) … al seguito di persone che si recano nelle zone interessate». Insomma nel Triveneto.

Insomma siamo difronte ad un allarme totalmente infondato ed a una disposizione inutile e costosa.
Basterebbe, al piu, monitorare gli animali che provengono dal triveneto (asini, cani, volpi ecc) piuttosto che fare una vaccinazione di massa! Se, poi, la stessa ordinanza non si replica ad Erice v’immaginate l’esito pure in caso di rischio reale (che non esiste) …

Un altro punto estramamente controverso dell’ordinanza del sindaco Fazio prevede la «delazione» dei veterinari. Esattamente recita l’atto sindacale (punto 8) che «E’ fatto obbligo ai veterinari di segnalare al Comune ed all’ASP i casi di cui sono a conoscenza di cani non iscritti all’anagrafe canina». Un po come pretendeva la Lega Nord per gli immigrati …

Vero è che l’anagrafe canina è una delle «armi» contro l’abbandono e, conseguentemente, il randagismo. Ma crediamo che la «delazione» non faccia parte degli obblighi di legge dei medici. Tutt’altro. Il Codice Deontologico dei medici è chiaro: «Il medico deve mantenere il segreto su tutto ciò che gli è confidato o che può conoscere in ragione della sua professione» (art. 9). Unico caso che può scioglere il medico dal «segreto professionale» è quello in cui «l’urgenza di salvaguardare la vita o la salute di terzi» (esempio: presenza di malattie pericolose e trasmissibili). Lo stesso Codice deontologico dei veterinari che prevede (art. 1) che il veterinario «dedica la sua opera alla protezione dell’uomo dai pericoli e danni a lui derivanti … dalle malattie degli animali … », mentre l’art. 13 conferma l’obbligo di riservatezza sulle altre informazioni.

Condividiamo, ma per lo stesso motivo di riservatezza, è inapplicabile l’obbligo previsto da Mommo Fazio al punto 9 della sua ordinanza
«E’ fatto obbligo ai veterinari/o ai proprietari o detentori di cani di denuncia presso il Comune (Servizi per l’Ambiente) di gravidanza di cani, nascita, …».

L’unica cosa che dell’ordinanza che riteniamo utile e concludente e il servizio cui si obbliga il Comune:
«Il Comune si fa carico altresì della distruzione dei feti abortivi, nonché della distruzione delle carcasse dei cani deceduti».

Peppe Virga

Peppe Virga e Rufus

Il noto animalista Peppe Virga, da noi contattato, in proposito ci ha dichiarato: «il problema sta nel fatto che non esistono controlli su questa pratica, e continuano a esistere tantissimi cani che non sono microcippati, che poi possono essere quindi abbandonati.Tra l’altro basta recarsi nel posto adatto e il microcip viene posto gratuitamente al cane… i vigili urbani, più che controllare sulla presenza o meno dei presidi per raccogliere le feci, dovrebbero controllare la microcippatura dei cani».

In merito ai cani morti e all’annosa mancanza di un cimitero degli animali Virga ha aggiunto: «Il cimitero per animali sarebbe veramente una bellissima cosa e la vedrei anche come una iniziativa privata imprenditoriale. Quello che i comuni e le istituzioni dovrebbero invece garantire è il supporto burocratico alle iniziative private, e questo non solo per il cimitero dei cani. Se uno infatti vuole fare un cimitero per cani, o una pensione per cani, si trova a dover sormontare un muro di gomma fatto di burocrazia infinita, perizie senza fine, spese insormontabili, lentezza asfissiante. In ultima analisi, uno intelligente demorde da qualunque voglia di fare, e dico questo a ragion veduta perchè da oltre dieci anni personalmente ci sbatto la testa su queste cose, ed essendo poco inteligente non mi sono ancora arreso del tutto…..».

Insomma Fazio – per dirla con Virga – non deve fare alcuna ordinanza ma semplicemente agevolare (snellendo le «carte») la realizzazione di un cimitero degli animali privato e mandare i vigili … magari davani gli studi veterinari … a controllare le microcippature.

Dobbiamo dire, infine, che saremmo curiosi di conoscere l’arguto ed astuto suggeritore dell’ordinanza di Fazio.

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