COMUNE MUTO COME UN PESCE

Mimmo Fazio

Mimmo Fazio

TRAPANI – Cinque fredde righe scritte in “burocratese” ma che hanno un significato pesante: a Trapani i diritti vengono calpestati! L’articolo 2, comma 4, della Legge 29 dicembre 1993 n.580 prevede la possibilità per le Camere di Commercio di istituire commissioni arbitrali e di conciliazione. Lo Sportello di Conciliazione ha lo scopo di risolvere, tramite la conciliazione, le controversie tra imprese e consumatori. Ma il Comune di Trapani, per quanto riguarda la somministrazione del servizio idrico, in qualità di “impresa” non ha valutato di, non solo “conciliare” con l’Utenza in merito alla scorrettezza di talune bollette, ma neanche di rispondere alla stessa Camera di Commercio di Trapani.

LA RISPOSTA CHE NON C’E’. Ci scrive la segreteria della Camera di conciliazione presso la CCIAA di Trapani, con nota prot. 17069 del 29 aprile 2008: “In riferimento alla richiesta di attivazione della procedura per addivenire ad una conciliazione, pervenuta a questa Camera di Commercio in data 13 aprile 2008, si comunica che la controparte adita, il Sindaco del Comune di Trapani, non ha dato ad oggi alcuna risposta, per cui inutilmente trascorsi i termini previsti dall’articolo 9 del Regolamento di Conciliazione presso questa Camera di Commercio I.A.A. Di Trapani, si ritiene il procedimento concluso”.

In altre parole, la segreteria della CCIAA ha scritto al Sindaco di Trapani, Girolamo Fazio, comunicando la richiesta di un cittadino di voler attivare la procedura di legge per “conciliare” in merito alla “diversa lettura” della procedura del Comune per la bollettazione del servizio idrico, ma non ha avuto risposta. Ha riscritto, sollecitando la risposta, ma ancora con esito negativo. Il Comune avrebbe pure potuto rifiutare, per iscritto e motivandola, la Conciliazione, ma ha preferito la strada del “silenzio”.

Né l’istituzione CCIAA, né il cittadino hanno diritto, secondo il Comune di Trapani, secondo il suo sindaco, ad una risposta. Lo stesso assessore all’acquedotto, Marino, sollecitato sia da un’interrogazione del consigliere Ninni Passalacqua e sia da una nostra nota, non ha trovato il “tempo” per risponderci.

L’ECCEDENZA VIRTUALE. Della vicenda ci siamo occupati, noi soli per la stampa di “regime” questa non è una storia “avvincente”, su altratrapani.it (qui la sintesi della storia). Il Comune fattura, dal 2004, una “eccedenza virtuale” sulle bollette (una maggiorazione di circa il 40%) che dovrebbe, prima o poi, conguagliare, con relativo debito o credito per i cittadini-utenti. Ma come conguagliare a chi non è in possesso di un “contatore” (e sono circa 8.000 questi casi, circa il 50%) che misuri i consumi (lettura iniziale meno lettura finale)? Ne risulta per il Comune un introito di alcune centinaia di mila euro, annui, che non potrà mai regolarmente conguagliare.

Che resta da fare? Premesso che noi, per il 2005, noi ci siamo “autoridotti” la bolletta di 65 euro, ancora una volta non ci resta che rivolgerci alle associazioni dei consumatori (ne esistono di serie a Trapani?) per provare la strada legale del ricorso al Giudice di Pace. Abbiamno anche "interessato" della vicenda il consigliere Fabio Bongiovanni (al solo fine d’avere una risposta dal collega di partito l’assessore Marino).

Nel frattempo “incombono” le bollette 2006 (che il Comune di Trapani non ha ancora inviato alle Utenze) ove potremo rilevare se l’Amministrazione Fazio, ed i suoi consulenti, hanno trovato una “soluzione legale” alla vicenda che sembra avere tutto fuorché di legale.

I lettori, al solito, saranno tenuti informati dei nuovi passi svolti nell’interesse della correttezza del rapporto cittadino-amministrazione.

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