E’ CAOS: CONSIGLIO SCIOLTO O NO?

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Giacomo Tranchida

ERICE – Affermazioni provocatorie, scorrette e legalmente errate e, quindi, in sostanza volte a creare solo confusione, disinformazione e controinformazione quelle del sindaco pro tempore di Erice, rag. Giacomo Tranchida, quelle oggi pubblicate dal Giornale di Sicilia, anche se, è vero, supportate da un “parere personale verbale” di un dirigente della Regione, la dott. Giammanco.

Cosa dice Tranchida al Giornale di Sicilia? Che, oramai, il “Consiglio comunale di Erice è sciolto” e che, per di più, “è di fatto già sospeso”. Aggiunge ancora – se non bastassero queste dichiarazione a gettare benzina sul fuoco – che “la mozione di sfiducia non avrebbe alcun valore essendo stata presentata oramai da semplici cittadini”, fermo restando che “I Consiglieri, se vogliono, possono fare ricorso alle deliberazione del Commissario”.

Nulla di più no errato, ma falso!

Intanto è falso che il Commissario possa “deliberare” alcun scioglimento. Questo è nel potere del Presidente della Regione Raffaele Lombardo, sentito il parere obbligatorio ma non vincolante della CGA (Corte di Giustizia Amministrativa), su proposta dell’Assessore regionale agli Enti locali.

E’ conseguentemente falso che il “Consiglio è sciolto”. Il Consiglio, probabilmente, sarà sciolto, ma questo avverrà tecnicamente con la pubblicazione – sulla Gazzetta Ufficiale Regionale – di un apposito (impugnabile) Decreto. Quindi, sino a quel momento il Consiglio è in funzione e può deliberare validamente la qualunque (art. 109/bis TUELRS).

E’, addirittura semplicemente risibile parlare – e scrivere – di Consiglio “di fatto” sospeso. Perché in tali cose serie ogni decisione – la pur tecnicamente possibile sospensione – passa attraverso un Decreto che – peraltro – deve essere “notificato” ad ogni singolo consigliere. Peraltro ciò avviene solo se "qualora sussistano motivi di grave ed urgente necessità" (art.1 ,c.1, lett. g) della l.r. 48/91).

A che pro quindi queste “esternazioni” di Tranchida che, se fosse stato un politico buono e lucido, avrebbe dovuto astenersi da ogni pubblica considerazione su temi che, istituzionalmente, non lo toccano? Non lo sappiamo, sappiamo solo che, alla Giammanco, Tranchida avrebbe chiesto di “procedere” subito allo scioglimento del Consiglio perché lui “deve lavorare” (e lavorare colle “mani libere” da controlli, aggiungiamo noi, poiché – secondo legge – opererebbe per tre anni, ovvero sino alla fine del proprio mandato, senza Consiglio, ma solo con un Commissario ad acta che sostituirebbe tale ultimo Organo democratico e si limiterebbe ad approvare tutto, fatto salvo la validità tecnico-legale degli atti.

Intanto, il presidente Giovanna Millocca – dopo aver dichiarato, in maniera forte, che “Il Consiglio comunale di Erice è stato violentato”, ha aggiunto che “siamo ancora nel pieno delle nostre funzioni” e che il prossimo 1 settembre si riunirà il Consiglio con all’ordine del giorno la mozione di sfiducia al sindaco (il cui testo pubblicheremo a giorni, integralmente). Resta da vedere, in proposito, se alle otto firme s’aggiungeranno le altre cinque necessarie a “mandare a casa” Tranchida. In proposito – secondo i ben’informati – si hanno forti dubbi.

Chi vivrà vedrà!

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