ERICE, I DOSSI PER “IMMAGINE”

dosso artificialeERICE – Il Comune di Erice ha avviato la “politica” dei dossi. Anziché “smontare” il dosso artificiale illegale e pericoloso di via A. Accardi (illegale poiché privo del segnale d’accompagno di segnalazione del dosso – Vedi nostro articolo precedente), ha deciso di “raddoppiare”. In particolare sono stati stanziati, con determina n. 69 del 13 dicembre scorso a firma del comandante della polizia municipale dott. Giacomo Ippolito, ben 13.469 euro per l’acquisto di 130 metri lineari di “dossi artificiali” da 3 centimetri di altezza e 30 cartelli stradali di segnalazione di pericolo “dosso”.

Secondo quanto riporta la determina «è intendimento dell’Amministrazione comunale di dotare alcune zone residenziali del Comune, nonché le strade afferenti alcuni edifici scolastici di dossi di rallentamento, al fine di aumentare la sicurezza della circolazione veicolare e pedonale in zone particolarmente a rischio per la loro peculiarità».

«Vista la necessità e l’urgenza di provvedere alla fornitura», prosegue la determina, la scadenza per la presentazione delle offerte è fissata alla data del prossimo 7 gennaio.

Si deve rilevare prioritariamente che, in senso generale, i “dossi artificiali”, sono strumenti con un’idea di base sicuramente positiva; infatti ricercare mezzi passivi di dissuasione è sicuramente indice di una reale ricerca di prevenzione dei problemi inerenti la viabilità, tanto più se sono mezzi che tendono al risparmio di energie delle forze di polizia già oberate da molteplici impegni e competenze.

Contemporaneamente, tuttavia, si dobbiamo rilevare il fatto che i dossi artificiali come prodotto sono presenti sul mercato già da anni prima dell’approvazione del nuovo codice della strada, quindi si può subito notare che trattasi di sistemi di difesa passiva piuttosto antiquati.

Insomma l’impegno per la sicurezza dell’Amministrazione si traduce attraverso una modalità inutile quando non addirittura più pericolosa (specie per i mezzi a due ruote). In proposito confronta il sito Piemmenews, il portale professionale per la polizia municipale e gli utenti.

Abbiamo, infatti, avuto modo di rilevare che alcun automobilista o motociclista rallenta in prossimità del “dosso artificiale” di via A. Accardi, a San Giuliano. In effetti gli appena tre centimetri d’altezza del “dosso” sono assolutamente insufficienti per “dissuadere” alla velocità.

Cosa diversa sarebbe, invece, stata quella dell’installazione del “dissuasore” alto centimetri 5/7 in accoppiata al cartello che limita a velocità a meno di 30 km/h – dalla lettera b) o c) comma 6 dell’art. 179 del Codice della Strada.

Ma tant’è. Le cose pare che si facciano più per l’immagine che per i risultati.

E se l’Amministrazione avesse voluto impiegare più danaro per la sicurezza stradale e non avesse avuto “urgenza” (fretta) d’installare i “rallentatori” avrebbe meglio potuto studiare il problema ed attuare delle soluzioni di “traffic calming” più idonee: la rottura dei rettifili stradali, il restringimento della carreggiata, l’applicazione delle “zone 30” (limite massimo di velocità), la circolazione nelle intersezione tramite rotatorie compatte, la realizzazione di “porte d’ingresso” ai centri abitati, gli attraversamenti pedonali “attrezzati” (semaforizzati a chiamata). Sul tema si può leggere, ad esempio, la monografia coordinata ad Roberto Busi: “Le normative europee per la moderazione del traffico”).

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