FAZIO: ANOMALO L’ACQUISTO DEI MEZZI PER ERICE

Girolamo Fazio, PDLERICE (TRAPANI) – «L’ATO “Terra dei Fenici”, che aveva scelto la gestione del servizio tramite appalto esterno, avrebbe potuto richiedere e ricevere un finanziamento per l’acquisto di mezzi ed attrezzature che già sapeva non avrebbe mai utilizzato?». E’ quanto s’è chiesto il sindaco di Trapani avv. Girolamo Fazio e quanto ha chiesto in un esposto inviato – fra gli altri – all’assessore regionale all’energia Dott. Giosuè Marino.

Nell’esposto, che risale allo scorso mese di gennaio 2011, ma del quale si è avuto conoscenza solo ora, il sindaco di Trapani spiega la cronistoria dei fatti: «Giova preliminarmente evidenziare che l’ATO “Terra dei Fenici”, sin dalla sua costituzione, nel 2002, ha individuato la strada dell’affidamento a soggetto esterno, tramite appalto concorso, per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti. La società, pertanto, non ha mai inteso gestire il servizio in house ed ha indetto la relativa gara dall’appalto per l’individuazione del soggetto contraente».

«Giova, altresì, preliminarmente evidenziare – prosegue l’avv. Fazio – che l’ATO “Terra dei Fenici” non ha svolto alcuna attività nei territori del Comuni soci fino al 1° settembre 2009».

Ma ecco che avviene quella che al primo cittadino di Trapani appare una “anomalia”, tanto da ritenere opportuno segnalarla alla Regione, oltre che alla Corte dei Conti: «Nonostante, dunque, l’ATO “Terra dei Fenici” non svolgesse alcuna attività, né mai avrebbe svolto attività direttamente, avendo scelto l’affidamento del servizio a soggetto esterno, il 5 giugno 2008, faceva proprio un “progetto pilota del servizio di raccolta differenziata”, definito dal Comune di Erice, e presentava richiesta di finanziamento alla Regione Siciliana per la somma di 2.248.456 euro».

Da quanto è dato sapere sull’inchiesta, l’Assessorato Regionale avrebbe scritto – il successivo 1 febbraio 2011 – al Direttore del dipartimento dell’acqua e dei rifiuti sollecitandolo «ad intraprendere ogni iniziativa utile per verificare i fatti ed ad adottare, in caso di accertate irregolarità, i provvedimenti sanzionatori di competenza, nonché informare tempestivamente, ove dovessero emergere profili di responsabilità giuridicamente rilevanti, la magistratura ordinaria e contabile».

Risulterebbe, in Procura, altresì, aperto un fascicolo sulla vicenda, attualmente a carico di “ignoti”.

Salvatore Alestra, ATO Terra dei FeniciAscoltato sulla vicenda dagli Organi della Polizia Giudiziaria, il liquidatore, già amministratore dell’ATO “Terra dei Fenici”, ing. Salvatore Alestra, questi si sarebbe giustificato sostenendo che non potendosi stimare i tempi nei quali sarebbe stato avviato il servizio da parte della società Aimeri Ambiente, aggiudicataria della gara d’appalto svoltasi sin dal 2006, «si è ritenuto di dar luogo al suddetto progetto, per fronteggiare, peraltro, una situazione del parco-mezzi dei Comuni interessati del tutto deficitaria. Si riteneva che l’acquisizione dei mezzi sarebbe stata una risorsa di cui l’ATO, e per essa i Comuni interessati, si sarebbe comunque potuto avvalere».

In realtà i fatti sono andati diversamente, e ciò a testimoniare, almeno, una certa “superficialità” nell’iniziativa che è, comunque, costata un bel gruzzolo di denaro pubblico (l’appalto dei mezzi per la raccolta differenziata su aggiudicato alla marsalese ECOLMEC Srl, in ATI con la Urbania srl).

Per prima cosa – solo dopo l’acquisto dei mezzi – l’ing. Alestra veniva a conoscenza della «impossibilità di perfezionare la relativa immatricolazione direttamente all’ATO TP1 in quanto, da parte della Motorizzazione, nella persona del responsabile, ing. Manca, si è posta la situazione secondo la quale i mezzi non potevano essere intestati all’ATO TP1 perché soggetto non provvisto dell’autorizzazione richiesta dalla normativa di settore per i mezzi speciale per la raccolta rifiuti».

Inoltre, avviatosi, il 1° settembre 2009 il servizio dell’Aimeri, la stessa società aggiudicataria – spiega agli inquirenti il dott. Vincenzo Novara, direttore F.F. Presso l’ATO “Terra dei Fenici” – «come da bando di gara e di capitolato speciale d’appalto la Aimeri Ambiente aveva l’obbligo di acquistare i mezzi comunque nella disponibilità dei Comuni alla data di presentazione dell’offerta (maggio 2007)» (e non, quindi, quelli di questa vicenda acquistati a fine 2008).

Ecco spiegato perché i mezzi restarono, dal giugno 2009 e sino al settembre 2010, nell’autoparco del Comune di Erice, in attesa di trovare un “compratore”.

Tuttavia, la vicenda continuerebbe a non essere “lineare”. Il Comune di Erice, ad esempio, non aveva – come riferisce, invece, l’ing. Alestra agli inquirenti -, per quel che è dato conoscere, la necessità di «fronteggiare una situazione del parco-mezzi deficitaria». Il Comune, infatti, nel 2008-09 non svolgeva, in house, in proprio cioè, il servizio di raccolta di smaltimento dei rifiuti, ma esso era svolto, almeno in via principale, dalla MECO, società che s’era aggiudicata la gara per il servizio 1 maggio 2008 – 31 dicembre 2009, per come si evidenzia nell’articolo pubblicato, il 22 luglio 2008, proprio su AltraTrapani: “ERICE, APPALTO FINISCE IN TRIBUNALE”, e come è confermato, ad esempio, dalla determina dirigenziale n. 1333 del registro (2009) con la quale veniva liquidata «la fattura n. 96 del 31 agosto 2009 della ditta Meco srl per il servizio di raccolta e trasporto RR.SS.UU e dei beni durevoli in tutto il territorio di Erice» per un importo di 118.757 euro.

La verità, insomma, su questa complessa e poco trasparente vicenda – che investe la correttezza amministrativa dell’ATO “Terra dei Fenici” quanto di quella del Comune di Erice – la deve ancora dire la Magistratura. Che ha tempi diversi rispetto a quelli della politica che già domenica 6 maggio dovrà confrontarsi coll’elettorato che dovrà approvare o meno gli ultimi cinque anni d’amministrazione ericina, ignaro dell’esito di questa significativa storia.

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