L’ULTIMA CENA DEI MISTERI

ultima cenaQuanti di noi, dal vicino di casa, da un amico o da un conoscente hanno sentito raccontare che originariamente la processione del Venerdì Santo si apriva con il gruppo dell'Ultima Cena? Quasi tutti, se non tutti.

Da sempre infatti gira a Trapani la voce, assunta ormai a leggenda che tale gruppo sia stato presente nel passato e che rimase per anni nascosto nella chiesa del Collegio. La leggenda è talmente radicata che anche Terra! Il rotocalco in onda sulle reti mediaset lo ha riportato in un servizio televisivo dedicato alla processione e trasmesso nella Pasqua 2007.

Li addirittura qualcuno ipotizzo che, essendo fatto di carta pesta, durante un acquazzone che lo sorprese in processione andò distrutto per… squagliamento!

Vero è che i trapanesi erano dei veri maestri nella tecnica della tela e colla tanto che Trapani intorno al ‘500 era detta la Firenze della Sicilia perché vantava decine di botteghe artigiane apprezzate in Italia e all’estero per l’arte dell’intaglio e per l’abilità con cui venivano lavorati l’argento e il corallo. Nel museo di Monaco di Baviera si conservano alcuni “pastori” di Giovanni Matera, vissuto a Trapani nel XVII secolo, che fu inventore di un’originale tecnica adattata poi per la realizzazione dei personaggi dei Misteri, strutture in legno e rivestimento esterno in tela e colla.

Questa tecnica, allora molto usata ma oggi in disuso, ha permesso a molti artisti trapanasi di realizzare, con una spesa limitata, gruppi statuari di pregevole fattura.

Probabilmente, stimolato da questa vox populi o per il puro gusto creativo, un artista trapanese, l'Architetto Francesco Corso si è cimentato nella non facile impresa di realizzare un gruppo delle stesse dimensioni dei Misteri e raffigurante proprio l'episodio dell'Ultima Cena, oggi esposto presso l' Accademia Kandinskij di Trapani.

ultima cenaCome mai ha deciso di intraprendere la realizzazione di questo gruppo, diciamo, leggendario?

Ho avuto la fortuna di poter vedere al lavoro due artisti trapanasi di rilievo (peccato che sono vissuti ed hanno operato a Trapani, meritavano ben altro!) Domenico Li Muli e Giuseppe Cafiero : un giorno mi fu detto che nessuno sarebbe stato in grado di adoperare la tecnica della tela e colla per la realizzazione di gruppi statuari, mi ricordo pure di quello che mi disse qualche volta mia madre (a cui dedico l’opera del gruppo dell’Ultima Cena), non mi ricordo bene se mi parlò di gruppo o di quadro, che l’Ultima Cena è andata in processione. Questi fatti sono stati forse gli elementi che mi hanno spinto nell’anno 1998 ad intraprendere la costruzione del Gruppo Statuario dell’Ultima Cena con la tecnica antica del legno, tela e colla.

E' abbastanza difficile rappresentare 13 personaggi evitando di realizzare qualcsa di troppo pachidermico…

Per poter rappresentare tutti i tredici personaggi in un unico gruppo scultoreo che non occupasse una superficie rilevante ho fatto ricorso ad una distribuzione dinamica: che è seduto, chi in piedi, chi inginocchiato.

Le dimensioni dei personaggi, in altezza, sono di m. 1,60 circa.

Il Cristo, nel momento in cui istituisce l’eucaristia, è al centro della composizione, alle spalle ha un discepolo che gli sta per porgere il calice per la benedizione del vino.ultima cena trapani misteri

Alla sinistra del Cristo è posizionato Pietro nell’atto di calmare il gruppo dei discepoli che, non rendendosi conto di ciò che avviene, confabulano tra di loro del tradimento che Giuda sta per compiere nei confronti del Maestro.

Alla destra di Pietro c’è Tommaso che incredulo sta per chiedere come mai quel pane fosse il Corpo di Cristo.

Due apostoli, ai piedi del tavolo, sulla destra, increduli come gli altri, preparano l’acqua per la lavanda dei piedi.

E il tempo? Quanto c'è voluto per realizzare il tutto?

Per la realizzazione dell’intera opera ci sono voluti quattro anni.

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