QUANDO IL NUOVO E’ GIA’ VECCHIO …

L’avvocato Giovanna Millocca, eletta consigliere comunale nella lista “Tranchida Sindaco – Erice in tutti noi” si è dichiarata indipendente. Ne parliamo con Giovan Rosario Simonte (nella foto) capo-gruppo del Movimento “Erice che Vogliamo” al Consiglio comunale di Erice.

Ma come avete selezionato le candidature nelle vostre liste? Sulla base di criteri politici o di mero potenziale elettorale?
«C’era solo la condivisione di un programma elettorale del sindaco. Tutti coloro che si sono candidati hanno collaborato alla costruzione del programma, tramite i Cantieri tematici, e lo condividevano».

Ciò vuol dire che una volta uscita dal Movimento continuerà ad impegnarsi per la realizzazione del programma amministrativo di Tranchida? «Lei ha detto che Tranchida resta il suo sindaco. Il rispetto dell’impegno programmatico resta un suo problema personale e politico».

Giovanna Millocca era stata in passato candidata in Forza Italia. In apparenza ha lasciato il Movimento di Tranchida in cambio della poltrona di Presidente del Consiglio. Agli stessi Roberto Brucato e Sergio Pace – eletti nel centro destra – dichiaratesi indipendenti a loro volta, erano state proposte, dal centro-sinistra, altre poltrone. Non ritieni, per il futuro, che i Partiti debbano sottoscrivere un “Patto Etico” che bocci questi cambi di casacca politica piuttosto che incentivarli e premiarli? «Io sono d’accordo. Anche se non era scritto, nel nostro Movimento era sott’inteso. Questi sono i nostri pilastri: la coerenza, la trasparenza, la legalità … Sul discorso di Pace si tratta di un discorso interno ad un Partito, la Margherita, che non riguarda il nostro Movimento. Sul discorso di Brucato si è pensato di votarlo come Presidente del Consiglio per la sua figura indipendente e quindi super-partes».

Dopo questo scambio di battute due cose sembrano essere certe: che non ci sia una assoluta certezza circa l’impegno della Millocca per quanto riguarda la realizzazione del programma amministrativo dell’attuale sindaco di Erice con un ritorno verso la casa (delle libertà) madre da cui proveniva; che troppo spazio all’individualismo politico è lasciato a chi ci rappresenta: l’adesione ad un programma e a delle idee, gioco forza, deve limitare la propria libertà personale di schierarsi, successivamente a un risultato elettorale, in una fazione opposta a quella rispetto alla quale si è stati eletti o di dichiararsi indipendenti. Demandare tutta la questione a un mero discorso interno di partito squalifica la politica stessa e chi la fa.