QUELLE ANTENNE DI NESSUNO

Sono ben tre le tipologie di danni, causati dalle Amministrazioni comunali che si sono succedute, negli ultimi vent’anni, al Governo (?) di Erice, a seguito dell’inerzia nella gestione della tematica dell’istallazione delle antenne radio-televisive sulla Vetta, in località Piano delle forche.
La Prima, quella di certo più grave, è rappresentata dal «serio rischio di pregiudicare la salute pubblica», la seconda dal «grave danno ambientale», la terza, infine, dal «danno patrimoniale per l’erario comunale».
A diffondere l’ennesimo, inascoltato, grido d’allarme è l‘avvocato Carlo Sammartano, difensore civico del Comune di Erice.

Scorrendo le relazioni della propria attività che, annualmente, ha presentato – senza alcun risultato concreto – al Consiglio comunale ericino, infatti, si legge «lo scrivente ha preso visione di un verbale redatto nel lontano 1994 dal Comando della Polizia Municipale nel quale risulta che la maggior parte degli impianti di trasmissione sono stati installati in carenza di concessione edilizia e senza i necessari nulla-osta delle autorità preposte alla tutela del patrimonio boschivo e delle bellezze paesistiche.

Al grave danno ambientale provocato da tali abusi si aggiunge un ulteriore danno patrimoniale per l’erario comunale, posto che le antenne sono state impiantate su un fondo appartenente al Comune senza che questo percepisca alcun compenso [eccetto che per la RAI, NdR] per la cessione in godimento del fondo in favore delle altre emittenti.

Va dedotto, altresì, che l’amministrazione comunale, negli anni trascorsi, non ha mai predisposto i doverosi atti amministrativi preordinati alla rimozione degli impianti abusivi, ad eccezione delle ingiunzioni di demolizione nr. 9/2001 e 17/2001 notificate dal Funzionario responsabile del settore Urbanistica alle ditte Canale Due e Metronotte d’Italia» [e che, comunque, non risultano mai eseguite, NdR].

L’avvocato Sammartano, nelle proprie relazioni, ha rilevato come «Constatato il completo disinteresse dell’amministrazione per la tematica in oggetto, questo Ufficio ha formalizzato un esposto alla Procura della Repubblica di Trapani».

Ma, come dicevamo, l’aspetto più grave è quello di natura sanitaria.

«I controlli
– sottolinea l’avvocato Sammartano – eseguiti dall’A.R.P.A. Sicilia – DAP Palermo nel periodo compreso tra il 9 luglio 2004 e 26 luglio 2004 hanno confermato che le emissioni elettromagnetiche rilevate presso l’Hotel Ermione sono superiori al limite di 6 V/m fissato dal D.P.C.M. dell’8 luglio 2003 e che nella zona sottoposta a controllo esiste un campo elettrico efficace dal valore medio di 9,31 V/m.».

«Va, peraltro, considerato che lo stato di permanente inquinamento elettromagnetico rilevato nel territorio in oggetto rischia di pregiudicare la salute della popolazione esposta ai campi elettrici, con particolare riferimento a quanti frequentano l’Hotel Ermione».

Nuove «rilevazioni eseguite dall’arpa regionale in data 26 giugno 2006 hanno confermato che nella zona di ingresso al capoluogo e nel viale di ingresso all’hotel Ermione i campi elettromagnetici superano, in alcuni punti, i 20 V/m».

Il problema dell’inquinamento elettromagnetico continua a preoccupare i cittadini tra il completo disinteresse degli Enti Territoriali competenti.

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