RAZZISMO, DUE VOCI NEL SILENZIO

ImageTRAPANI – Dopo le recenti affermazioni, (vedi sito del Comune), di evidente sapore razzista, del consigliere comunale geom. Salvatore La Pica contro lo stazionamento dei migranti in Piazza Vittorio Emanuale giungono, purtroppo, solo due repliche. E’ pesante ed imbarazzante, invece, il silenzio del PD (esiste ancora?), a cominciare dal capogruppo prof. Ninni Passalacqua, e del consigliere di Italia dei valori Nicola Causi. Ma anche quello degli esponenti del mondo della cultura (?) trapanese. Solo i “Giovani Comunisti” e quelli del “Coordinamento per la Pace” hanno il “coraggio” di rispondere.

In una “lettera aperta” allo stesso indirizzata, i “Giovani Comunisti” invitano l’esponente del PDL e luogotenente del senatore D’Alì “a recarsi in varie zone della città dove potrà trovare segni di atteggiamenti incivili da parte, non di migranti, ma di cittadini trapanesi come noi e come Lei. Le zone in questione sono, ad esempio: la zona della Colombaia (dove potrà trovare bottiglie di ogni genere e resti di bivacco); la zona dell’ex ospedale sito in Piazza Locatelli, buona parte del Centro storico e della periferia della città d Trapani”.

I toni della risposta dei “Comunisti” non sono, insomma, pesanti, ma “pragmatici” e proseguono con un “riferimento ad alcuni atti volti al soddisfacimento dei propri bisogni fisiologi, non li giustifichiamo di certo, ma prendiamo atto della carenza di servizi igienici pubblici nel territorio”.

In conclusione del documento un invito, che è anche un’accusa netta, quello di “non alimentare la guerra tra poveri e gli atteggiamenti xenofobi che si stanno diffondendo su scala nazionale”.

Molto più duro e “politico”, invece, appare il documento diffuso dal “Coordinamento per la Pace”. “Ci si lamenta dei bivacchi di immigrati in alcune piazze della città, ma ci si potrebbe lamentare altrettanto di come molti consiglieri comunali bivacchino a Palazzo Cavarretta sulle spalle dei cittadini”.

Ma dopo la “facile battuta” il Coordinamento è incisivo e riporta il problema nei giusti termini: “E’ evidente che La Pica non sa di chi e di che cosa parla. I richiedenti asilo che da alcuni mesi costituiscono una presenza ben visibile per le strade della nostra città sono immigrati che vengono trattenuti nel centro di identificazione di Salinagrande in attesa del responso della commissione territoriale preposta al riconoscimento del diritto di asilo. Nel frattempo, in quanto richiedenti asilo, si trovano in una drammatica sospensione giuridica ed esistenziale: ricevono un sussidio minimo ma non possono lavorare perché la legge glielo vieta”.

Dunque, non si tratta di "clandestini" così come maldestramente sostenuto da La Pica al quale, forse, non sembra vero di poter cavalcare sul piano locale le politiche repressive e securitarie che già da tempo appestano la società italiana e che tendono a colpire le categorie più deboli: poveri, immigrati, senzacasa, rom, prostitute”.

L’accusa d’esser un razzista, nei confronti di La Pica, a questo punto giunge spontanea. Conclude il Coordinamento, il suo comunicato, con la puntualizzazone “Da parte sua, La Pica si affretta a precisare che non è razzista: excusatio non petita accusatio manifesta”.

Ma in una città oramai giunta alle porte del massimo degrado culturale e morale, queste accuse cadono nel … vuoto. Nessun cittadino mostra d’essere offeso dall’essere rappresentato da un tale elemento, e anzi, corre subito, spensierato, alla … notte bianca!

Nel "silenzio" il sindaco di Trapani ha adottato il provvedimento richiesto da La Pica.

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