RIFIUTI: STOP AL PORTA A PORTA, SI PASSI ALLE ISOLE ECOLOGICHE

ImageQuando arrivano qua giù da noi, in Sicilia, le «novità» sono già vecchie. E quindi, rispettando la «regola», anche la tanto decantata «raccolta differenziata» sà, di «vecchio». Il concetto di costringere i cittadini a faticose «selezioni», a lunghi «stoccaggi» a casa dei rifiuti, è altrove superato: la nuova frontiera per arginare il problema dello smaltimento equivale a produrre il meno rifiuti possibile tagliando sugli imballaggi (plastica soprattutto) e sull’organico.

Il problema dei rifiuti può essere affrontato, in sostanza, attraverso azioni concrete che ne riducano la quantità alla fonte. Gli imballaggi sono una componente fondamentale della quantità totale di rifiuti che produciamo; per questo la proposta dei detersivi alla spina punta a ridurre i contenitori necessari, semplicemente permettendone il riutilizzo. Evitare la produzione di un gran numero di flaconi in plastica richiede un minimo impegno per un grande risultato: riducendo i rifiuti, evitare i costi (energetici, ambientali, sociali) della raccolta e dello smaltimento (o del riciclaggio).

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Rifiuti 2007 in Provincia

215.904 sono le tonnellate di rifiuti prodotte in Provincia di Trapani nel 2007 (ultimi dati pubblicati da Arpa Sicilia), pari a 495 kg/annui per abitante. Solo il 7,7% dei rifiuti prodotti, ovvero 16.607 t., sono stati raccolti in modo differenziato, di cui solo 638 t di plastica e 1.785 di umido organico.

In diverse parti del resto d’Italia, in Piemonte, Liguria ma anche in Campania (Salermo è stato il Comune Ricilone Legambiante per il 2009) si sono avviati, dalle stesse Pubbliche Amministrazioni
, progetti che approfondiscono strategie per la riduzione soprattutto degli imballaggi.

Si va dal disincentivare l’uso di stoviglie e tovaglie usa e getta, durante le manifestazioni pubbliche così come nelle mense scolastiche dove non si usano stoviglie di plastica ma piatti di ceramica, bicchieri di vetro e posate d’acciaio all’incentivare, in vario modo, la vendita di detersivi, acqua o latte alla spina.

ImageGli incentivi vanno dalla semplice campagna d’informazione e pubblicità dei punti vendita, all’omaggio dei contenitori nei negozi di prodotti alla spina. Dalla distribuzione di shoppers di carta o stoffa a quella di compostiere. Ci sono Comuni che hanno creato anche delle mazi-compostiere di comunità dove ogni cittadino può portare scarti alimentari che nel giro di qualche mese si trasformeranno in ottimo fertilizzante per gli orti urbani del paese. Molto interessante l’iniziativa di Parma che ha introdotto l’acqua dei rubinetti nelle mense scolastiche, limitando così il consumo di acqua in bottiglia.

A Frascati (RM) si darà al via prossimamente alla distribuzione di acqua pubblica liscia o gasata.
Nella fontana sono presenti refrigeratori per avere l’acqua fresca, filtri per eliminare il cloro e addizionatori di CO2 per fare la gasatura così da soddisfare anche i palati degli irriducibili amanti delle bollicine. Basterà recarsi alla fontana con una bottiglia e, grazie agli appositi erogatori, riempirla! Lo stesso avviene a Aci Bonaccorsi, Catania, dove il Comune ha aperto la “Casa dell’acqua”, un luogo dove i cittadini possono ritirare gratuitamente circa 40 litri alla settimana di acqua alla spina e di acquedotto, portandosi i vuoti da casa. Per accedere al servizio e’ necessario tesserarsi ma anche questa fase e’ completamente gratuita.

Insomma noi pensiamo ad un sistema integrato di «isola ecologica» di quartiere, dove da un lato il cittadino puo portare «rifiuti» selezionati – carta, plastica, alluminio, ecc – da inserire nel ciclo del recupero, o deporre l’organico in una compostiera di quartiere ma dall’altro – nello stesso luogo – possa acquistare detersivi alla spina (magari proposti con un dispenser automatizzato da un’Azienda convenzionata col Comune) – o prelevare gratuitamente acqua potabile, filtrata e declorata per l’uso domestico.

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Casa dell’acqua

Una tale «Isola ecologica» di certo attirrebbe piu dell’attuale e soprattutto la sua gestione, al netto dell’affitto dell’area per il distributore di detersivi alla spina, sarebbe meno costosa e piu produttiva (vedi meno rifiuti prodotti col sistema del riutilizzo degli imballaggi) che l’attuale sistema porta a porta.

Ci sarà qualcuno a Trapani e/o Erice che saprà mettere di lato il «vecchio» porta a porta per il «nuovo» metodo di gestione dei rifiuti, ovvero quello di «rifiuti zero» ?

APPROFONDIRE:
– DATI ARPA SICILIA SUI RIFIUTI

– LA RIVINCITA DELLA FONTANA

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