SGARBI, LOMBARDO E l’UNITA’ D’ITALIA

Vittorio Sgarbi, sindaco Salemi

Vittorio Sgarbi

SALEMI (TP) – C’è chi i simboli dell’Unità d’Italia li abbatte a picconate e chi invece li cura, con grande meticolosità, come fossero reliquie. E’ il caso di Vittorio Sgarbi, sindaco di Salemi, che indossando i panni del restauratore, ha tirato a lucido una lapide in ricordo di Giuseppe Garibaldi affissa sulla facciata del Palazzo Marchesi di Torralta, aiutato da un gruppo di garibaldini e da Graziano Cecchini, l’autore della fontana di Trevi “colorata” di rosso e delle palline gettate giù dalla scalinata di Trinità dei Monti a piazza di Spagna.

Uno schiaffo morale a quanti tentano di infangare, o peggio ancora, di oscurare un evento storico che ha cambiato le sorti dello Stivale. "Il sindaco di Capo d’Orlando – sottolinea Sgarbi – potrebbe anche essere giustificato. Il presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo, si chiama ‘Lombardo’ e questo rende inquietante la sua posizione, così innaturalmente anti-italiana. E’ evidente che si può immaginare di più per la Sicilia, ma lo Stato italiano ha dato alla Sicilia già tanto. Il Sud non credo debba lamentarsi dell’Italia più di quanto non si sia lamentato dei Borboni. Non si capisce la posizione di Lombardo se non come posizione elettorale. Essendo sindaco di Salemi, non posso non ridare a Garibaldi il suo onore. La Storia non si cancella".

Raffaele Lombardo

Raffaele Lombardo

Qualche problema con i libri di storia, senza ombra di dubbio, deve averlo avuto in passato il Governatore della Sicilia. Le deliranti affermazioni di Lombardo, che non si limita ad offendere l’ “Eroe dei due mondi”, dandogli dell’assassino, si scaglia persino contro Omero, contro Verga “non mi piace per nulla – ha dichiarato nel corso di un intervista rilasciata al presidente del circolo giovani Mpa Albatros – la sua immagine dei siciliani sconfitti, rassegnati, vinti”. Ma come recita un vecchio detto: “Al peggio non c’è mai fine”.

Il Lombardo-pensiero non risparmia neppure Pirandello, De Roberto e Tomasi di Lampedusa. Secondo il nostro Governatore, noi siciliani siamo tutti degli stupidi, che dedichiamo ai nostri scrittori, parchi, ville, strade, piazze. Facciamo ancora studiare a scuola l’Odissea. Pensa che cretini. Addossiamo la colpa ai nostri amministratori se i giovani non riescono a trovare lavoro, mentre è di Ulisse la colpa, che ha accecato il primo imprenditore siciliano Polifemo. Noi poveri fessi, diamo la colpa ai politici, se in alcune zone della Sicilia, c’è gente che vive nella miseria.

La colpa è tutta di Verga, che ha descritto la miseria delle campagne siciliane nei suoi libri e ha parlato male dei contadini, facendoli passare per vinti e sconfitti. Povero Lombardo, ormai è affetto dalla sindrome schizofrenica di Umberto Bossi, tanto da perdere il lume della ragione. La colpa però, non è tutta del povero Lombardo, che non è pazzo e nemmeno cretino, ma evidentemente giudica cretini tutti i suoi seguaci “movimentati per l’autonomia”, ai quali propina un mucchio di fesserie, che anche un neonato, giudicherebbe tali, ma che loro si bevono felici e contenti, spellandosi le mani per gli applausi.