TRAPANI, CITTA’ MARTIRE

Il deserto era tutt’intorno. I bombardamenti del 6 e dell’11 aprile, avevano reso Trapani una vera e propria città fantasma riducendola a un ad un cumulo di rovine e seppellendo sotto le macerie migliaia di cittadini innocenti. Lo sfollamento poi fece il resto lasciando silenzio e distruzione: non c’erano più uffici pubblici, negozi di genere alimentari o di abbigliamento, nulla. Persino Palazzo Cavarretta, sede del comune, era stato parzialmente distrutto, così come distrutta era stata la sede della Banca d’Italia allora in piazzetta della Cuba e il teatro Garibaldi…

Anche le scuole e le chiese sono state rase al suolo: lo Ximenes fu trasferito nei locali dell’attuale caserma Giannettino, e numerose chiese a causa di quei bombardamenti oggi non esistono più, tra queste la chiesa di Santa Maria della Luce, San Michele (allora sede dei Misteri) e San Giuseppe (a sinistra della Fardelliana).

Chi è vissuto a quel tempo non può dimenticare il rumore delle mine fatte scoppiare sul molo della città e le colonne di fumo che si alzavano alte, dai cumuli di macerie, verso il cielo. Oggi, quando si parla della seconda guerra mondiale, si fatica ad associare questo pensiero con le ferite che essa ha inferto alla nostra città, relegando l’avvenimento a fatti narrati sui libri, molto lontani dalla nostra realtà. Ma Trapani a quella guerra ha dato migliaia di morti civili. Morti che ormai pochi ricordano e che le giovani generazioni quasi ignorano. Nessuna lapide, nessun segno posto a memoria di quanto successo durante il 6 e l’11 aprile di quell’anno. Solo una Medaglia d’oro, consegnata dall’allora presidente della repubblica Segni nel 1964 e il titolo di "Città martire".

Per ricordare quelle vittime e i luttuosi fatti che le hanno generate, nel 1972 si iniziò a parlare di un progetto, voluto fortemente da Michele Megale, che prevedeva la creazione di un monumento. Esso doveva essere costituito da una colonna di marmo granitello spezzata, a rappresentare le vite stroncate dalla guerra, e tre bassorilievi in bronzo rappresentanti il Martirio, gli Innocenti e l’Anima dei Morti e doveva essere posto nel luogo ove oggi è stato creato un parcheggio, sul corso Italia davanti la parrocchia di San Pietro, una sua realizzazione odierna invece, lo vedrebbe sistemato nell’aiuola dietro l’attuale caserma dei Vigili del Fuoco, in via XXX Gennaio.

Il progetto, all’epoca fu, affidato al Maestro Cafiero che lo disegnò ma che non ebbe mai la possibilità di realizzarlo a causa delle lungaggini e del disinteresse mostrato dalle successive amministrazioni comunali. I disegni originali, nonostante il tempo trascorso, non sono andati perduti, sono ancora conservati presso lo studio che fu del Cafiero e che oggi appartiene al figlio Benvenuto il quale, proseguendo il lavoro del padre ha già realizzato due dei tre gessi previsti per il monumento, passo propedeutico alla realizzazione dei bronzi che verranno applicati su tre delle quattro facciate previste. L’originario preventivo prevedeva una spesa di 8.140.000 di vecchie lire oggi, naturalmente l’importo è cambiato (nel nuovo computo metrico che si sta elaborando si parla di una cifra vicina ai 40.000 Euro).

Il disinteresse politico che si è riscontrato nel passato ha spinto i suoi promotori a staccare l’iniziativa da una dipendenza pubblica, creando un Comitato e affidandone la presidenza all’attuale prefetto Finazzo, per questa ragione la raccolta fondi, è totalmente affidata all’iniziativa privata.

A Trapani si sta pensando a un monumento dedicato alle vittime del mare, si è proceduto a dedicare una piazza ai carabinieri caduti a Nassyria, non v’è traccia invece di ricordo per le migliaia di caduti del ’43. Riuscire a realizzarne uno significherebbe raggiungere due obbiettivi: ricordare coloro che alla guerra hanno dato un tributo di sangue innocente e riconoscere a Giuseppe Cafiero, scultore, pittore, vero artista trapanese quell’importanza che, a trentadue anni dalla sua morte non gli è mai stata riconosciuta.

Potrebbero interessarti anche...